La sfida energetica
La sfida energetica

La sfida energetica

IL SETTORE DELL’ENERGIA OGGI: LO SCENARIO MONDIALE, EUROPEO E ITALIANO

A livello globale il consumo di energia è la principale fonte di emissioni di gas serra e il suo fabbisogno è destinato a crescere.

Questa consapevolezza ha portato i temi dell’energia al centro del dibattito internazionale sullo sviluppo sostenibile, ponendo nuovi obiettivi alle istituzioni e sfidando le imprese del settore.

Lo scenario

10 anni

il periodo di tempo a disposizione dal 2020 per limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C.

(IPCC Report, 2019)

+1,3%

l’aumento annuo della domanda di energia globale dal 2019 al 2040

(International Energy Agency, 2019)

5 su 5

dei maggiori rischi globali per probabilità sono di carattere ambientale

(World Economic Forum, Global Risk Report, 2020)

-55%

rispetto al 1990, l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra in Europa al 2030

(Unione Europea, 2019)

€ 1.000 mld

investiti in 10 anni dal Green Deal europeo per conseguire gli obiettivi 2030

(Servizio studi – Camera dei deputati, 2020)

32%

il target europeo di consumo finale di energia da fonti rinnovabili al 2030

(Renewable Energy Directive 2018/2001 – Eurostat, 2019)

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’International Panel on Climate Change (IPCC), le attività umane hanno già causato un riscaldamento globale di circa 1°C rispetto al periodo preindustriale. Se questo andamento dovesse continuare invariato, raggiungeremmo un aumento di 1,5°C nel 2040 e superiore ai 3°C alla fine del secolo.

Queste e altre ragioni hanno portato già nel 2015 197 Paesi a riunirsi nella 21° Conferenza delle Parti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico e a firmare l’Accordo di Parigi. L’accordo superava il precedente protocollo di Kyoto definendo un piano d’azione e giuridicamente vincolante per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.

Contemporaneamente, la comunità internazionale ha stilato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che prefigura un nuovo sistema di governance mondiale per influenzare le politiche di sviluppo attraverso 17 obiettivi, i Sustainable Development Goals (SDGs), e 169 target, tra i quali la lotta ai cambiamenti climatici e l’accesso all’energia pulita.

Anche in vista del raggiungimento di questi obiettivi globali, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha lanciato nel 2019 una sfida per l’Europa: diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione ha presentato il Green Deal europeo e una proposta di legge climatica, che si pone come quadro di riferimento vincolante per una transizione equa, efficace ed irreversibile.

La questione energetica in Italia

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) del dicembre 2019 definisce per gli anni 2021-2030 gli obiettivi e le azioni del Paese in relazione alle seguenti cinque dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza e continuità della fornitura, mercato interno integrato e ricerca, innovazione e competitività. Il Piano punta a dotare il Paese di fonti energetiche sicure e sostenibili, attraverso la definizione di priorità di azione e l’adozione di tecnologie innovative, a garantire sicurezza e stabilità agli investitori, assicurando la loro piena integrazione nel sistema, nonché a valorizzare le infrastrutture e gli asset esistenti e a puntare sull’innovazione tecnologica, di processo e di governance.

La transizione energetica in corso, con la progressiva decarbonizzazione, determina un nuovo paradigma di sistema in cui l’approvvigionamento da fonti rinnovabili e/o distribuite avrà un ruolo sempre maggiore insieme alla progressiva elettrificazione degli utilizzi e dei consumi. Tutto ciò pone una sfida al sistema energetico nazionale, che dovrà adeguarsi per gestire una maggiore complessità data dal numero sempre più elevato di impianti di produzione e da una crescente necessità di flessibilità per fronteggiare la volatilità e la minore programmabilità di alcune fonti rinnovabili.

In questo contesto, il ruolo per gli impianti programmabili convenzionali sarà sempre più polarizzato verso la fornitura di servizi a integrazione delle fonti rinnovabili, per assicurare una costante regolazione della frequenza e della tensione e quindi della qualità del servizio. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili sta infatti trasformando il ruolo del parco termoelettrico, cui si richiedono sempre più frequentemente e intensamente funzioni di flessibilità, complementarietà e back-up al sistema. Le caratteristiche delle fonti rinnovabili rendono oggi importante il ruolo, pur profondamente modificato, delle centrali convenzionali, programmabili e flessibili per mantenere inalterata la qualità del servizio elettrico.

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