Impegno per il territorio
Impegno per il territorio

Impegno per il territorio

In Italia, lo sviluppo di infrastrutture energetiche, viarie e per il trattamento di rifiuti, continua a incontrare difficoltà e ritardi per opposizioni politiche, popolari, ambientaliste ma anche di natura burocratica, rallentando così la crescita infrastrutturale del Paese.

Nel 2017, l’Osservatorio Media Permanente del NIMBY (Not In My BackYard) Forum, che monitora i media e i social media per alimentare il database nazionale delle opere di pubblica utilità che sono oggetto di contestazioni, ha censito circa 400 opere contestate a livello nazionale, con una particolare concentrazione in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia e Veneto. I settori più contestati sono stati quello energetico (57,4% delle opere contestate) e il trattamento dei rifiuti (36,0%).

Comunicare, informarsi e divulgare sono attività strategiche in entrambe le direzioni quando si tratta di indirizzare le scelte industriali. Solo in questo modo, infatti, è possibile rispettare le esigenze di tutti gli attori in gioco, sviluppando impianti che vengano percepiti dalle comunità come un valore aggiunto e non come ospiti indesiderati.

Confrontarsi sul tema dell’accettabilità degli impianti non solo contribuisce a prevenire il fenomeno di protesta, ma consente anche di coinvolgere attivamente la popolazione nel processo di transizione energetica, in particolare in quei territori in cui vengono realizzati gli ammodernamenti più rilevanti.

Consapevole dell’importanza di questo aspetto, EP Produzione ha promosso numerose iniziative di ascolto e confronto con i territori interessati dai due progetti di efficientamento, coinvolgendo attivamente le molteplici parti in gioco e adottando sempre un approccio trasparente e chiaro nella rappresentazione degli impatti e dei benefici connessi alla realizzazione degli interventi.

Nel quadro normativo definito dalla Legge Marzano (23 agosto 2004 n. 239), Regione, enti pubblici territoriali ed enti locali territorialmente interessati, hanno preso parte al processo di definizione di accordi per definire le misure di compensazione e riequilibrio ambientale, coerentemente con gli obiettivi di politica energetica in Italia.

Il canale Muzza

La Centrale di Tavazzano e Montanaso storicamente utilizza l’acqua del canale Muzza per il raffreddamento e da sempre, come consorziato, partecipa attivamente agli interventi di manutenzione e ripristino che hanno un valore strategico per tutto il lodigiano: dalla sistemazione delle sponde al dragaggio del canale, dalla regimazione idraulica al controllo delle piene.

Il canale Muzza è un canale storico che preleva le acque dal fiume Adda percorrendo la pianura lodigiana per 39 km, distribuisce l’acqua alle campagne e finisce la sua corsa sempre nel fiume Adda nei pressi di Castiglione. Il canale della Muzza è stato il più antico e maggior canale d’irrigazione non solo della Lombardia, ma di tutta Europa ed una delle più importanti opere di ingegneria idraulica che ha contribuito nei secoli alla ricchezza agricola del territorio.

Nell’ambito del progetto di efficientamento della Centrale, sarà avviata tramite il Consorzio Muzza Basso Lodigiano un’opera di adeguamento delle infrastrutture idrauliche del sistema Muzza: un progetto di valore sistemico sostenuto da EP Produzione.

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